CASE STUDY: DANNI A TERZI PER LE AZIENDE

L’impresa “Fortunati”, da anni nel settore dell’edilizia e della ristrutturazione, è stata contattata per un lavoro di rifacimento di alcuni balconi di una delle pareti esterne di un’abitazione, ormai molto danneggiati e rovinati dal tempo e dalle intemperie. Così, dopo gli accordi presi con i proprietari sul costo e sulle tempistiche, giunge finalmente la data di inizio lavori e una squadra della ditta Fortunati si reca sul posto con tutto il necessario per cominciare le operazioni concordate con il titolare. Trattandosi comunque di un edificio di tre piani, si è resa necessaria l’installazione di ponteggi e impalcature per consentire agli operai stessi di lavorare comodamente e in sicurezza, naturalmente tutto a norma di legge. Il cronoprogramma prevede il termine dei lavori fra due settimane, ma il capo squadra è fiducioso di poter finire con qualche giorno d’anticipo, per la gioia del titolare e dei proprietari dell’immobile. E così sembra essere fin dal primo giorno, poiché i quattro operai lavorano con costanza e ben organizzati, riducendo al minimo i tempi morti senza però rinunciare alle pause necessarie per recuperare le energie psico-fisiche e attenuare il lavoro ripetitivo e monotono. Tutto quindi sembra procedere bene, il meteo è sempre clemente, la squadra prosegue ad un ritmo eccellente e il capo squadra di conseguenza è contento e soddisfatto, così come il titolare dell’azienda e i proprietari dell’edificio dato che la possibilità di vedere il lavoro terminato prima del previsto si fa sempre più consistente. Ma il detto “mai cantar vittoria prima del tempo” è sempre valido, e purtroppo anche per la ditta Fortunati tale modo di dire si concretizza nel giro di un paio di lunghi e interminabili secondi. Giorno 5 di lavoro, ore 15.45. L’operaio Fausto si trova sopra uno dei ponteggi con un collega ed entrambi sono impegnati a togliere parte della muratura esterna a mano, poiché con strumenti più potenti vi è il rischio di danneggiare altre porzioni di muro che non necessitano di ristrutturazione. Così, di fatto armati di martello e scalpello, lavorano in sequenza tenendo un ottimo ritmo. Ad un certo punto però, l’operaio Fausto si ferma e appoggia il martello su un ripiano inserito lì appositamente per posare gli strumenti. Nessun problema ovviamente, aveva solamente bisogno di asciugarsi un attimo la fronte dal sudore, dopotutto è aprile e il caldo comincia a farsi sentire. Pronto allora per ricominciare, Fausto fa per riprendere in mano il martello, ma accidentalmente urta il ripiano sul quale l’aveva appoggiato e quest’ultimo si stacca dal supporto, inclinandosi su un lato. Di conseguenza il martello scorre lungo il ripiano, cade sul pavimento del ponteggio e con un piccolo rimbalzo finisce nell’unica fessura del parapetto dell’impalcatura, non certo grande ma sufficientemente ampia per far passare un martello. Così quest’ultimo comincia a precipitare da quasi otto metri di altezza, sotto lo sguardo impietrito dei due operai. Nel frattempo sotto di loro, ignara di tutto ciò, sta passando Gioia Maina, che sfortuna vuole essere una tennista professionista. Sfortuna sì, perché il martello, se da un lato per miracolo gli sfiora la testa, dall’altro le colpisce la spalla destra dalla parte più pesante. Gioia Maina cade a terra dall’urto e si tocca sofferente la spalla. Subito Fausto e il capo squadra si lanciano in soccorso della ragazza e chiamano un’ambulanza. Gioia Maina ha riportato una frattura scomposta ad un osso della spalla e la rottura di uno dei legamenti a cui tale osso è collegato, con una prognosi di 6 mesi e la necessità di un intervento chirurgico per recuperare mobilità il più possibile. Purtroppo per lei però, anche dopo l’operazione e diverse ore di riabilitazione e fisioterapia, non riesce a recuperare l’intera mobilità della spalla e questo per lei è un grosso problema, essendo il destro il braccio con cui tiene la racchetta. Decide allora di fare causa alla ditta Fortunati e ottiene il risarcimento per i danni subiti e per l’impossibilità di svolgere la sua attività sportiva a livello professionistico. Per fortuna di tutti comunque, il titolare della ditta Fortunati è una persona previdente e accorta e per questo aveva stipulato una polizza di Responsabilità Civile verso Terzi per la sua impresa, inclusi naturalmente tutti i suoi dipendenti. Così l’assicurazione ha risarcito Gioia Maina, mentre l’operaio Fausto e il suo titolare non hanno dovuto sborsare nulla di tasca propria.

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2018-06-15T11:14:59+00:00 15 giugno, 2018|