SPORT 2018-05-21T18:51:35+00:00

SPORT

Praticare sport con regolarità è salutare, tuttavia, pur acquisendo sempre più consapevolezza del proprio corpo e confidenza nei movimenti che si compiono, la possibilità di incorrere in un infortunio è sempre concreta. E attenzione, questo eventualità non riguarda solo gli sportivi professionisti, coloro cioè che praticano sport a livello agonistico, ma riguarda anche gli sportivi amatoriali e dilettanti, a cui un possibile infortunio sportivo potrebbe causare un’inabilità temporanea a livello lavorativo. Tutto ciò a maggior ragione vale per gli istruttori per i quali è importante prevedere un’assicurazione sia per sé stessi che per i propri allievi, avendo necessariamente a che fare con il benessere di questi ultimi.

PRATICARE

L’assicurazione sportiva non è obbligatoria per coloro che svolgono un’attività sportiva a livello amatoriale: in questo caso può bastare una polizza contro gli infortuni senza particolari caratteristiche. In termini assicurativi, si definisce infortunio un evento violento, imprevedibile ed esterno, che provoca lesioni fisiche oggettivamente osservabili e stimabili. Il danno fisico che ne deriva può avere conseguenze più o meno gravi nella vita di chi lo subisce, dall’inabilità temporanea all’invalidità permanente, compromettendo seriamente la possibilità di far fronte ai bisogni economici della famiglia a causa dell’incapacità oggettiva in termini fisici che comporta una difficoltà non facilmente evitabile a livello lavorativo. Spesso quando si pratica dello sport a livello amatoriale, come per esempio jogging, allenamento in casa, una partita a pallacanestro con gli amici o il famoso calcetto del giovedì sera, si tende a sottovalutare l’aspetto dell’infortunio: “vuoi che mi faccia male proprio questa volta?” e poi il menisco è sempre il primo a saltare! Per questo motivo, se ci si muove per passione ma comunque con una certa frequenza, è bene valutare il rischio, perchè un’indennità giornaliera può essere un sostegno se ci si ritrova per forza bloccati a letto.

PROFESSIONISTI

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2010 ha sancito l’obbligo di stipulare un’assicurazione sportiva contro gli infortuni per tutti gli sportivi dilettanti tesserati con le Federazioni sportive nazionali, le Discipline sportive associate e gli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI. L’obbligo vige sia per gli atleti che per istruttori, dirigenti tesserati, collaboratori e preparatori atletici. È facilmente intuibile che, per ottenere un equo risarcimento in caso di infortunio, è necessario che quest’ultimo sia accaduto indipendentemente dalla volontà dell’assicurato, il che significa, in altri termini, che non è garantito il risarcimento qualora l’atleta non abbia rispettato le leggi e i regolamenti in atto relativi alla disciplina praticata. Un esempio per capire meglio il concetto: se un calciatore, durante una partita o un allenamento, non indossa i parastinchi, obbligatori secondo le regole del calcio, e si infortuna proprio nella parte che i parastinchi avrebbero dovuto proteggere, l’assicurazione potrebbe contestare il risarcimento. 

ISTRUTTORI

Gli istruttori (e con questi si intendono tutte le figure che hanno ruolo di insegnamento tecnico-sportivo verso atleti e allievi, come allenatori, coach, maestri, preparatori atletici, tecnici specializzatiscienziati motori, ecc.) hanno per natura una doppia preoccupazione: devono considerare il proprio benessere fisico, perchè in caso di infortunio semplicemente non potrebbero più svolgere tale attività, e devono tenere conto del benessere di chi allenano, poichè può accadere che si provochi involontariamente un infortunio nei confronti di un allievo di cui si è responsabili durante la sessione di allenamento. La Polizza RC per gli Istruttori è uno strumento importante che permette a questo tipo di figure professionali di svolgere il proprio lavoro di istruttore nel massimo della serenità, non dovendosi preoccupare dei problemi che potrebbero sorgere nel caso in cui cagionassero un danno ad una terza persona. Anche qui un esempio per capire meglio il concetto: un coach di pallacanestro sta spiegando un movimento ai giocatori della sua squadra, e, ad un certo punto, lancia la palla per effettuare un passaggio ad uno di loro, ma questo non afferra in tempo il pallone che lo colpisce al volto e gli provoca una frattura al naso. In questo caso, da parte dell’allenatore, non abbiamo negligenza, nè imprudenza, nè imperizia, per cui, in caso di richiesta di risarcimento da parte del giocatore infortunato e qualora il coach abbia stipulato una polizza RC per Istruttori, sarà da questa coperto e non dovrà rimborsare di tasca propria le spese mediche sostenute dal suo giocatore.